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Di nuovo online, ecco qual era il problema… (ovvero: quando RTFM non funziona)

Questo sito è di nuovo online dopo circa 7 giorni di black-out. Per chi è curioso, vorrei raccontare rapidamente cosa ci è successo, perché è un caso strano ma credo non insolito in cui le antiche regole dell’Internet non valgono e ti sorgono ulteriori dubbi sul perché il WWW funzioni… 🙂

È un incipit un po’ nerd, lo so, ma nel mondo degli sviluppatori di codice circolano battute del genere. Per approfondire meglio il contesto, basta leggere lo sfogo pubblicato su Medium: “The Sad State Of Web Development”.

Il web che noi vediamo è un’illusione ottica, una specie di ologramma che i nostri browser ricostruiscono ogni volta che andiamo su un sito interpretando un testo. Per vederlo in originale basta guardare il codice sorgente, chi usa Chrome ad esempio può farlo cliccando su CTRL+U.

In differenti linguaggi gli sviluppatori parlano ai browser che interpretano. Se qualcosa non funziona, nel mondo degli sviluppatori si dice per prima cosa RTFM, acronimo che significa Read The Fucking Manual, cioè leggi le istruzioni per l’uso, che generalmente risolvono il 99% dei problemi online. In certi casi però gli stessi sviluppatori commentano: «Non so come sia possibile, ma adesso funziona! :D» (dai un’occhiata a questo esempio)

Questo sito, basato su WordPress (che è fatto in un linguaggio che si chiama PHP), funziona grazie a un tema WordPress con numerose funzionalità. Quello che è successo è che abbiamo installato la versione aggiornata del tema (è sempre cosa buona farlo, perché generalmente gli aggiornamenti servono ad aumentare la sicurezza e l’integrità del sito), solo che questo aggiornamente aveva un bug.

Il tema che usiamo – WPLMS, WordPress Learning Management System – è molto diffuso ed è sviluppato da un team indiano. Quando è stato rilasciato l’aggiornamento che abbiamo installato, nessuno degli utenti che usano questo tema sapeva del bug. Questo bug crea grossi conflitti e rompe l’impaginazione dei contenuti. Giorni dopo, tutti hanno cominciato a lamentarsi sul forum in questo topic. Con un po’ di ritardo gli sviluppatori hanno rilasciato una patch – una toppa che risolve specificamente il problema – dandone notizia.

È insomma, nel poco tempo a disposizione abbiamo sbattuto le corna senza capire dove stesse l’inghippo, e a nulla è servito leggere il manuale, fino a 24 ore fa, quando il team di sviluppo ha dichiarato ufficialmente di aver pestato una cacca e averci messo una pezza. Ora tutto funziona normalmente, almeno così pare, quindi l’illusione ottica continua 🙂

P.s.: l’immagine di copertina di questo post è (come tante altre su questo sito) del nostro compianto amico Massimo Gentile, scomparso ormai quasi un anno fa, e rende l’idea di come stessero i nostri cervelli in queste notti 🙂

2 febbraio 2016

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