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Fondi Internazionali per la Cooperazione

di Andrea Angeli, Daniele Carpita, Serena Carta, Paola Narracci, Irene Pazzano, Marco Scarselli.

Quali sono i paesi beneficiari degli aiuti internazionali allo sviluppo ? Quanti fondi hanno ricevuto negli ultimi anni? Come è cambiata la geografia dei flussi pubblici (ODA)? Esiste una relazione tra fondi internazionali ricevuti e ricchezza nazionale?

Per rispondere a queste domande il gruppo di lavoro impegnato nell’hackathon dell’Internet Festival di Pisa ha sviluppato un percorso di ricerca fatto di ricognizione statistico-letteraria, scelte metodologiche (non sempre facili), analisi dati e visualizzazione grafica…con un pensiero ai prossimi passi 🙂

HackFondi (1)

Trend degli Aiuti Pubblici allo Sviluppo (ODA)

Dall’analisi del dataset recante la totalità dei fondi internazionali statali divisi per paese beneficiario e per anno (174 miliardi di dollari nel 2012), abbiamo, anzitutto, provato a osservare i trend sulle variazioni dei flussi (prima pagina dello storyboard interattivo), focalizzando l’attenzione fin da subito sui paesi dei continenti africano e asiatico (in quanto caratterizzati da variazioni congiunturali più accentuate rispetto ad America, Europa e Oceania, sia in valore assoluto che in percentuale del totale dei fondi).

Per ciò che concerne l’Africa, abbiamo osservato una costante crescita negli aiuti ricevuti, con stime che si aggirano intorno ai 36 miliardi di dollari nel 2005 e che raggiungono i 51 mld nel 2012.

Quali i paesi africani più interessanti da analizzare? Somalia, Tunisia e Zimbabwe sono quelli che presentano i trend più costanti in quanto ricevono un ammontare di fondi crescente dal 2005 al 2012, con valori intorno ai 300 milioni e 1 mld.

Anche l’Etiopia, il Mozambico e il Kenya possono essere inclusi in questa categoria di aiuti in crescita costante, ma a differenza dei paesi sopra citati, qui si raggiungono cifre più elevate. Se in Etiopia nel 2005 i fondi ammontavano a già più di 1.9 miliardi di dollari, negli anni 2011 e 2012 hanno raggiunto i 3.2 mld. Ugualmente elevate le cifre per il Mozambico, che ha raggiunto quasi 1.3 miliardi nel 2005 per poi attestarsi sui 2 miliardi di fondi ricevuti nel 2012. Relativamente al Kenya, si parla di quasi 700 milioni nel 2005 e di 2.6 miliardi nel 2012.

Trend inversi, ma costanti, sono registrati per Sudan ed Eritrea, dove si riscontra una decrescita degli aiuti. In Eritrea, per esempio, nel 2005 sono stati stanziati 350 milioni di dollari, che sono diminuiti costantemente fino a raggiungere i 130 nel 2012. In Sudan invece la diminuzione è più evidente in quanto si parla di cifre più significative: i quasi 2 miliardi di dollari di aiuti del 2005 si sono dimezzati nel 2012.

Particolare è il caso del Congo-Brazaville, che nel 2005 riceveva 1.4 miliardi di dollari ma che, a partire dall’anno successivo, ha riscontrato un netto calo (ricevendo fondi sui 258 milioni di dollari nel 2006) per poi raggiungere un picchio di quasi 1.3 miliardi di dollari nel 2010 e riscendere l’anno successivo di nuovo sui 260 milioni, fino ad attestarsi a 140 nel 2012. Sarebbe interessante capire cosa sia accaduto proprio nel 2005 e nel 2010 per far sì che molti fondi multilaterali venissero destinati (solo per quei due anni) al Congo-Brazaville. Stesso discorso può essere fatto per la Libia, che ha sempre ricevuto pochissimi fondi in confronto agli altri paesi dell’Africa (intorno ai 24 milioni di dollari nel 2005), ma che ha visto un unico picco nel 2011 raggiungendo i 642 di dollari.

Per quanto riguarda l’Asia invece, vediamo come si tratti di un trend complessivo totalmente inverso rispetto a quello africano. Se in Africa infatti i fondi ricevuti sono cresciuti con costanza dal 2005 al 2012, la storia è opposta per l’Asia. Nel 2005, il continente asiatico riceveva 46 miliardi di dollari in aiuti statali internazionali, fino a diminuire a 34 miliardi nel 2012. Ovviamente questo trend non lo si riscontra in tutti i paesi asiatici.

Sicuramente vediamo come la Cina contribuisca alla definizione di questa tendenza: da paese recipient nel 2005, infatti, è diventato donor dal 2011. Anche l’Iraq, sebbene non sia divenuto donor, ha comunque notevolmente ridotto l’ammontare di fondi ricevuti dal 2005 al 2012. Ugualmente le Filippine, che ricevevano 560 milioni nel 2005 ma che nel 2012 ricevono 5 milioni con anche un’esperienza da donor nel 2011. Anche lo Sri Lanka ha dimezzato nell’arco di tempo considerato l’ammontare dei fondi ricevuti, passando da 1.1 miliardo nel 2005 a 480 milioni nel 2012. Infine l’Indonesia è l’ultimo grande esempio di questa categoria di Paesi, grande recipient nel 2005 con 2.5 miliardi di dollari e piccolo recipient nel 2012 con 68 milioni di aiuti.

Come accennato precedentemente, però, questa logica non vale per tutti i paesi. Numerosi sono quelli che in Asia hanno ricevuto fondi seguendo trend crescenti. L’Afghanistan, che già riceveva un ammontare di fondi elevato nel 2005 e pari a 2.8 miliardi, ha continuato a ricevere fondi sempre maggiori raggiungendo i 6.7 miliardi nel 2012 (più del doppio).

Anche Bangladesh, Georgia e Libano hanno ricevuto sempre più fondi dal 2005 al 2012, con valori più o meno similari e costantemente crescenti per Georgia e Libano (intorno ai 250 milioni nel 2005 e ai 680 milioni nel 2012) e valori leggermente più elevati per il Bangladesh, ma comunque costantemente crescenti (dai 1.5 miliardi nel 2005 ai 2.5 miliardi nel 2012). Il Vietnam risulta essere il paese asiatico con la maggiore variazione riscontrabile: già nel 2005 riceveva quasi 2 miliardi, che nel 2012 sono raddoppiati ad 4. Infine la Siria, piccolo recipient nel 2005 diventa uno dei principali recipent nel 2012 con 1.6 miliardi di fondi ricevuti.

Relazione tra Flussi ODA e Ricchezza dei paesi destinatari

Per affrontare il tema della relazione tra flussi di aiuti pubblici allo sviluppo (ODA) e ricchezza dei paesi beneficiari, è stato, anzitutto, necessario selezionare un indicatore statistico che potesse costituire una buona proxy dello status sociale ed economico dei paesi destinatari. Dopo un confronto (serrato) tra i partecipanti alla track, la scelta è ricaduta sul più “tradizionale” degli indicatori (la ricchezza prodotta), aprendo tuttavia la strada ad un successivo approfondimento su altri fronti (cultura, lavoro, corruzione etc.). Per un confronto più accurato, i dati della ricchezza estrapolati dalla World Bank sono stati successivamente elaborati ed espressi in termini di parità di potere d’acquisto (PPP) e valori pro-capite. Si è quindi proceduto al matching con i dati ODA, escludendo dalla successiva analisi tutti i paesi per i quali, con riferimento al 2012 non fossero disponibili entrambi gli indicatori.

I risultati, riportati nella seconda pagina dello storyboard interattivo, rilevano l’esistenza di una correlazione significativa tra flussi e ricchezza, in base alla quale i paesi che ricevono più aiuti statali allo sviluppo sono effettivamente caratterizzati da più bassi livelli di ricchezza. Tuttavia, alcuni paesi costituiscono delle eccezioni piuttosto evidenti (distanziandosi dalla “nuvola di punti” del grafico a dispersione), in quanto destinatari di flussi più che proporzionali rispetto alla ricchezza (Afghanistan, Iraq, Nigeria e in parte Turchia).

Relazione tra Flussi ODA e Trasparenza degli Aiuti

Ai fini della completezza della ricerca, è sembrato interessante indagare una possibile relazione tra i flussi di aiuti pubblici allo sviluppo (ODA) e l’Indice di Trasparenza ATI (Aid Transparency Index). Quest’ultimo, calcolato come pilot nel 2011, nel 2012 ha analizzato la trasparenza in termini di dati disponibili al pubblico di 72 organizzazioni (dati che fossero primari, regolari e comparabili), rispetto a 37 indicatori raggruppati su tre livelli: organizzazione, paese e attività. L’analisi ha registrato un leggero miglioramento rispetto al 2011 (7% in più sulla media del 2011), ma ha constatato che la maggior parte dei dati sugli aiuti pubblici allo sviluppo non erano stati ancora pubblicati.

Per affrontare il tema della relazione tra flussi di aiuti pubblici allo sviluppo e trasparenza dei paesi donatori, sono stati messi in relazione i flussi ODA totali nel 2012 (fonte OCSE) e il posizionamento dei paesi donatori in base all’indice di trasparenza ATI, sempre riferito al 2012.

Nella correlazione sono stati considerati unicamente i flussi ODA dei paesi donatori che sono stati sottoposti all’analisi sulla trasparenza, condotta da Publish What You Fund nel 2012, in collaborazione con numerose organizzazioni della società civile (CSOs). Dai risultati della correlazione si è potuto identificare tre cluster principali di paesi, definiti:

  • “I Coerenti” – Per loro la trasparenza cresce all’ aumentare degli aiuti; il loro ranking ATI va da 0% (Malta) al 59% (Nuova Zelanda), per un ammontare di flussi ODA compreso tra 18 (Malta) e 5.650 milioni di dollari (Canada);
  • “Gli Impeccabili” – Spiccano per trasparenza, anche se in valore assoluto danno meno di altri; sono Danimarca, Svezia e Olanda, che vantano un posizionamento ATI tra 72% e 77%, ma un flusso annuale di ODA tra i 2.700 e i 5.500 milioni di dollari circa;
  • “I contraddittori” – Sono quelli che inviano più aiuti pro-capite, ma sono ancora poco performanti sul piano della trasparenza e sono Francia (ATI 18%, ODA 12.028 mln$), Germania (ATI 33%, ODA 12.940 mln$), Regno Unito (ATI 42%, ODA 13.891 mln$) e Giappone (ATI 53%, ODA 10.605 mln$);
  • outlier: gli USA (in rosso nel grafico), con un totale di flussi ODA pari a circa 30.700 milioni di dollari nel 2012, ma con posizionamento ATI pari al 45%, cioè di poco al di sopra della media 2012, pari al 41%.

CLICCA SULL’IMMAGINE PER VISUALIZZARE LO STORYBOARD …

dashboard ODA

Si potrebbe…

L’analisi presentata è da considerarsi un punto di partenza per ulteriori approfondimenti sulla provenienza dei fondi, il loro impiego il loro impatto sul tessuto socio-economico dei paesi recipient. Durante questa prima lettura dei dataset sono stati notati valori anomali, indicativi di interessi politico-economici su cui andrebbe fatto uno studio ad hoc indagando le relazioni bilaterali tra stati.


Nota: questo lavoro è frutto dell’hackathon di 8 ore #hackyouraid svoltosi a Pisa il 10 ottobre 2014 in occasione dell’Internet Festival 2014. È da intendersi come esercizio, dati e informazioni presenti possono essere inesatti, imprecisi o non aggiornati. Per qualsiasi informazione, precisazione o suggerimento commenta l’articolo o scrivi a [email protected]

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