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Liber Paradisus: tanta luce, poca acqua

Dieci piani di cemento, vetro e acciaio: Liber Paradisus, nuova sede del Comune di Bologna, è una vera e propria città in miniatura, con i suoi servizi, le sue utenze, i suoi abitanti. Ma una struttura, benché grande e complessa come quella di Liber, può essere veramente paragonata a una città? Dal punto di vista dei consumi, per esempio, acqua ed elettricità sono indispensabili sia a livello cittadino, che di singolo edificio, ma quanto si consuma a Bologna? E al Comune? Al momento sono ben 1100 i dipendenti del Comune che ogni giorno animano Liber e lavorano per le esigenze della cittadinanza, consumando acqua ed elettricità. Più o meno rispetto alla media della città?

Naturalmente un confronto diretto tra comune di Bologna e Comune di Bologna non è del tutto corretto. I consumi elettrici, per esempio, sono di tipo domestico per quanto riguarda i cittadini, mentre più di tipo industriale per l’ente. Basti pensare agli impianti di condizionamento e al numero di computer e apparecchiature professionali che di certo non si trovano comunemente in una abitazione privata.

In quest’ultimo caso, il consumo dei cittadini di Bologna è rimasto sostanzialmente costante nell’ultimo decennio, con un’evidente flessione nel 2006.

Gestire una città costa, non solo in denaro, ma in risorse consumate e in impatto sull’ambiente. Come in fondo qualsiasi attività umana. Misurare e analizzare i dati aperti disponibili sul consumo delle risorse di una città o di un’organizzazione è solo il primo passo per avviare una riflessione sul problema della sostenibilità ambientale e affrontarlo seriamente. Gli Open Data della Pubblica Amministrazione, in questo come in tutti gli altri ambiti della vita pubblica, possono essere abilitanti in questo senso e la loro produzione e pubblicazione deve puntare a questi obiettivi.

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