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Mappa della distribuzione dei quotidiani italiani per provincia

di Massimo Gentile

L’obbligo dovrebbe essere la chiarezza. Così, quando si realizza una infografica in nome della chiarezza dovrebbe essere sacrificato tutto quello che in qualche modo rischia di creare disturbo alla comprensione dei dati. Quindi, come minimo, niente bigiotteria grafica inutile e niente eccessi cromatici.
Eppure, a volte, le regole vanno infrante. La mappa della distribuzione dei quotidiani italiani per provincia era esattamente uno di quei casi (qui la mappa interattiva). Quello che si è voluto focalizzare nello specifico è l’estrema frammentazione del mercato: nelle 110 province italiane una trentina di testate differenti sono leader nei rispettivi mercati.

Il Corriere è il primo giornale a Milano, La Stampa a Torino, Il Secolo XIX a Genova, il Mattino a Napoli, Il Messaggero a Roma (e lo sapevamo benissimo) ma, seppur con quote e numeri diversi, L’Arena è il quotidiano più venduto a Verona, L’Adige a Trento, La Gazzetta del Mezzogiorno in Puglia e così via. Ossia, a guardare i dati, non quelli assoluti ma per provincia, ne viene fuori un panorama editoriale profondamente radicato nel locale dove i quotidiani, grandi o piccoli che siano, hanno radici fortissime con il proprio territorio di riferimento.

E’ proprio questo l’aspetto che si è voluto focalizzare nella realizzazione grafica della mappa: l’effetto “macedonia” di colori (normalmente da evitare) in questo caso è corretto, l’insalata di colori mostra visualmente la frammentazione della realtà italiana. Chiaramente quella scelta non era l’unica strada possibile: esistono sempre alternative. Ed è bene ricordarselo ogni volta che si intraprende il cammino della realizzazione di un grafico.

Sicuramente, per esempio, la mappa da sola non spiega le differenze quantitative: è evidente che la posizione del Corriere a Milano o della Stampa a Torino (viaggiamo oltre le 50.000 copie nelle rispettive provincie) sia ben diversa da chi è leader nel proprio mercato con poche migliaia di copie.

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Aggiungere anche quel dato sulla mappa sarebbe stato un eccesso. In realtà esisteva almeno un’altra soluzione. Da parte nostra abbiamo preferito realizzare un secondo grafico dove sono riportati, con colori che corrispondono a quelli della cartina, i dati di vendita: l’idea guida era quella di preservare comunque la “macedonia” cromatica della mappa.

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A partire proprio dal secondo grafico è nata una idea divertente. Da una qualsiasi sequenza di dati è possibile generare grafici e forme che hanno una “bellezza” propria. Anzi, più sono estese le sequenze di numeri, più è facile che il grafico conseguente abbia in qualche modo una vocazione artistica.

Jaime Serra, infographic director de La Vanguardia di Barcellona, (qui su twitter) ha ampiamente esplorato il confine tra arte e visualizzazione di dati in maniera così brillante da guadagnarsi uno spazio domenicale sul proprio giornale interamente dedicato a questo tipo di esperimenti. E’ celebre la sua rappresentazione visuale della vita sessuale di una giovane coppia eterosessuale durante un anno. Si tratta di 365 barre orizzontali e finissime, ciascuna (attraverso un colore specifico) rappresentando un tipo di attività: astinenza (nero), orale, completo. (La visualizzazione è disponibile qui dove ognuno può generare il suo grafico sull’attività, sessuale. Qui invece una carrellata dei suoi lavori, qui i suoi lavori domenicali su La Vanguardia, qui il suo blog personale)

Così, senza aver l’ambizione di voler copiare Jaime Serra, il cui talento resta irraggiungibile, sono state realizzate altre due tabelle: la prima sulla distribuzione per provincia e in ordine decrescente (da chi vende di più a chi vende meno) e la seconda in ordine alfabetico delle provincie. Le due tabelle, (di fatto sono i medesimi dati organizzati secondo criteri diversi) insieme a quella che complementa la mappa (distribuzione per provincia in ordine alfabetico delle testate) creano un effeto “bolle” che ha una bellezza propria.

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Quella che segue invece una variante monocratica, che può rendere meglio l’idea.

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Insomma, quando si parla di data visualization, l’informazione può essere veramente bella.

Per maggiori informazioni e contenuti sull’autore Massimo Gentile visita il blog.

Questo esperimento è nato da una serie di discussioni via mail con Raffaele Mastrolonardo, Andrea Nelson Mauro e Pier Luca Santoro.

I dati visualizzati (qui) sono frutto di un lavoro partito da un foglio di calcolo ADS, elaborato da Stefano Durì, dopo opportuno stalking ai suoi danni da parte di Andrea. Vuoi approfondire l’argomento? Vai alla mappa interattiva!

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