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Ricerca e svi­luppo: a chi vanno i fondi strut­tu­rali del PON-REC?

di Matteo Fortini, Giulia Annovi

L’obiettivo è il raggiungimento dei livelli medi di sviluppo europeo, e la cifra messa sul piatto è superiore ai 4 miliardi di euro destinati a ricerca e innovazione con il Programma PONREC. A stanziare una tal somma di denaro in favore di Campania, Puglia, Calabria e Sicilia è il FESR, il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. Perché solo queste regioni? Sono state scelte perché hanno un grado di sviluppo inferiore rispetto alla media europea.

I progetti finanziati per questo scopo ad oggi sono più di 3000, e finora sono stati sborsati 2 miliardi di euro. Tanti? No, perché il Programma si è chiuso nel 2013 e i soldi da spendere sono il doppio. I progetti selezionati saranno in grado di assorbire queste risorse? Per rispondere analizziamo lo scenario.

Il numero di progetti finanziati comincia lontano nel tempo: anche se il ciclo di finanziamenti è partito nel 2007, alcuni dei partecipanti avevano già iniziato a lavorare nel 1999. Nel momento in cui si avvia un nuovo ciclo di finanziamenti, il MIUR può scegliere alcuni progetti già avviati purché il loro contenuto sia compatibile con il nuovo percorso. Questi progetti coprono il picco del 2007.

I nuovi progetti che si appoggiano a questi fondi sembrano invece partire un po’ in ritardo. Nel 2011 erano ancora pochi, ma hanno assorbito un quarto del totale dei finanziamenti (1 miliardo di euro). La ripresa corrisponde all’anno 2012 e il punto più alto si raggiunge nel 2013. Le lentezze dovute all’uscita a scaglioni dei bandi o le complicazioni in fase di approvazione dei progetti, hanno ritardato la messa in opera di questi investimenti. E il tempo stringe: entro maggio 2015 i soldi vanno spesi, pena restituzione alla Commissione europea.

Nel momento in cui i nuovi fondi si sono avviati, c’è stato un punto di svolta: se all’inizio sono stati finanziati molti progetti in mano ad un singolo soggetto, dal 2011 il MIUR ha preferito usare una politica più inclusiva. In ogni progetto sono coinvolti più soggetti: la collaborazione e la formazione di gruppi compositi porta alla realizzazione di progetti di ricerca di maggior impatto. Inoltre i progetti più grandi sono meglio strutturati e vanno a coprire un ventaglio di competenze più ampio, favorendo una minor dispersione di fondi.

Da dove provengono i migliori progetti di ricerca e innovazione del Sud? L’università (23%) e le piccole imprese (22%) sono in testa. Segue la grande impresa nella corsa per beneficiare dei finanziamenti PONREC.

Finanziamenti ottenuti sul PONREC per tipologia di soggetto (in milioni di euro)

Costo ammesso (M€) per tipo impresa

In rapporto al numero di interventi, la regione che ha ottenuto più fondi è la Sicilia, a cui seguono Puglia, Calabria e Campania. Ad oggi però, più le regioni hanno ottenuto, meno hanno speso. Il tempo adesso è una variabile importante: se tutti i beneficiari si devono impegnare a spendere al meglio i soldi a loro disposizione, le amministrazioni dal canto loro stanno cercando di eliminare i ritardi burocratici legati all’avanzamento del finanziamento dei progetti. Questi soldi vanno investiti e non restituiti.

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