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Scuole private, più frequentate dai bimbi più ricchi: lo confermano gli Open Data del Comune di Bologna

di Giulia Annovi

Lo confermano i numeri, a Bologna sono i bambini ricchi ad andare più facilmente alle scuole private. Gli open data 2011 del Comune di Bologna sulle scuole dell’infanzia 3-6 anni, incrociati con i dati del reddito imponibile Irpef, sono stati elaborati nell’Hackathon di oggi organizzato da dataninja.it con la Fondazione dell’Ordine dei giornalisti e l’Agenda Digitale dello stesso Comune. Così il quartiere Santo Stefano ha il reddito più alto della città a 25.254 euro e qui l’allievo va alla scuola privata con più facilità di altri bambini: Santo Stefano ha 385 iscritti, secondo in classifica solo al quartiere Savena (393) che però è il secondo più popoloso della città, e ha un alto numero di bambini in assoluto (è al secondo posto degli iscritti alla scuola pubblica, 935). Il quartiere più popoloso in assoluto è Navile, al penultimo posto per reddito: ha il numero più alto di bambini iscritti alla scuola pubblica (1.161), al terzo posto per frequenza di scuole private (317). In questo contesto, il quartiere San Donato ha il reddito più basso della città a 14.172 euro e qui non c’è neanche una scuola privata.

A Bologna ci sono 128 scuole dell’infanzia 3-6 anni, di cui 95 pubbliche (comunali e statali) e 33 private (convenzionate e non convenzionate). Santo Stefano è il quartiere con il maggior numero di scuole private (8) e San Donato non ne ha affatto. Il maggior numero di scuole pubbliche è nel Quartiere Navile (17), mentre il minore a pari merito è 7 lo hanno Borgo Panigale e Porto.

1 marzo 2015

4 responses on "Scuole private, più frequentate dai bimbi più ricchi: lo confermano gli Open Data del Comune di Bologna"

  1. Marco, usare i dati serve proprio ad evitare (o cercare di evitare) quello che dici tu. C’è un dato in particolare che secondo te è sbagliato? Puoi spiegare meglio la tua critica?
    Grazie

  2. Se oltre a usare i dati si insegnasse ai giornalisti a non fare titoli ipocriti, per non dire falsi, sarebbe anche meglio.

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