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Tecnologie semantiche per il giornalismo

Il web è insieme fonte di informazioni e piattaforma di pubblicazione e diffusione di contenuti. In entrambi i casi la ricerca e la gestione di informazioni rilevanti è una sfida centrale e l’uso di strumenti tecnologici intelligenti è la chiave per affrontarla. Macchine e algoritmi però non possono interpretare dati e informazioni in base a esperienza e contesto, a meno che non siano esplicitati i legami e i collegamenti tra di essi in riferimento al loro significato e non tanto alla loro rappresentazione, secondo logiche e piattaforme condivise. Nel moderno giornalismo digitale il fine del lavoro del giornalista non è cambiato: trovare, raccogliere e vagliare informazioni, individuare e raccontare notizie, fornire senso e contesto a fatti ed eventi al proprio pubblico. La cassetta degli attrezzi è già ben fornita, ma le tecnologie semantiche possono farne parte e saranno sempre più importanti nel prossimo futuro sia per trovare le informazioni, sia per processarle e ragionarci sopra in maniera automatica o semi automatica, sia per pubblicare il lavoro finale con modalità più utili per l’utente generico o per quello specializzato.

Lezione tenuta al secondo anno del Master in Comunicazione della Scienza della SISSA di Trieste il 21 gennaio 2015 nell’ambito del corso “Sistema dell’informazione” insieme a Matteo Brunati, community manager di SpazioDati. La prima parte riguarda tre esempi by dataninja di uso di tecnologie semantiche in lavori giornalistici.

La seconda parte è un’introduzione al tema dei dati strutturati e Linked Data e di quelli non strutturati presenti nel Web. Come usarli nel giornalismo e nella comunicazione? Bisogna sapere che esistono come primo passaggio.

 

2 responses on "Tecnologie semantiche per il giornalismo"

  1. Foto del profilo di Alessio Cimarelli

    Prego, ma è solo un assaggio, si continua a studiare e sperimentare… 😉

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